Marina Corricella

Kraak! Se dovessi scegliere un solo posto di Procida da portarti nel cuore, ti direi questo: Marina Corricella. È una fotografia viva, un'isola nell'isola, un posto che artisti, scrittori e registi hanno cercato di catturare — e che ogni volta sfugge, perché per capirla davvero bisogna esserci.
Il borgo marinaro della Corricella è inaccessibile ad auto e moto — e questo, credimi, è un regalo. Le case dei pescatori si aggrappano alla costa alta e ripida, una sull'altra, formando un agglomerato compatto come quelli di altri angoli del Mediterraneo. Ma qui c'è qualcosa di unico: i colori. Giallo, rosa, azzurro, verde, bianco — tinte pastello scelte con uno scopo preciso. I naviganti, tornando dal mare, riconoscevano la propria casa dal colore. Una bussola dipinta sul muro.
Lo sapevi che il nome Corricella viene dal greco "core callos", che significa "bella contrada"? La stessa radice di Callìa, la parte superiore del borgo. Un nome antico per un posto che sembra fermo nel tempo.
Per arrivare giù al mare si scende a piedi, attraverso scalinate. La più frequentata è la Gradinata del Pennino, quella centrale, proprio di fronte alla chiesetta di San Rocco del XV secolo — cioè del Quattrocento — nel punto più basso dell'omonima strada. Criii! La gradinata si insinua tra le case, in passaggi stretti e ravvicinati, e ti porta direttamente al molo. Ogni gradino è un fotogramma: non stupisce che questa scalinata, come tutto il resto della Corricella, abbia fatto da sfondo a tante produzioni cinematografiche.
E tra queste case colorate, a due passi dal mare, si nascondono alcuni tra gli alberghi e ristoranti più esclusivi dell'isola. Squa-squa! Vieni a scoprirli — e lascia che la Corricella ti racconti da sola il resto.