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Marina Chiaiolella

Marina Chiaiolella

Kraak! L'ultima marina dell'isola ha un nome che già ti racconta tutto: Chiaiolella, che in dialetto procidano significa "spiaggiolella" — piccola spiaggia. Ma non lasciarti ingannare dal diminutivo: qui c'è tutto quello che serve per respirare Procida fino in fondo.

Il Porticciolo di Marina Chiaiolella ospita il porto turistico e la spiaggia più grande dell'isola. La piccola piazza sul mare è uno di quei posti che sembrano fatti apposta per fermarsi: raccolta, affacciata sull'acqua, è una location di grande suggestione dove si tengono iniziative e manifestazioni tradizionali. Tra le caratteristiche case a schiera — le abitazioni allineate una accanto all'altra, tipiche di questo borgo — si erge il Santuario di San Giuseppe, dell'Ottocento, che veglia silenzioso su tutto il porticciolo.

Alle spalle del lungomare che costeggia la spiaggia di Ciracciello si apre la zona delle "parùle" — terreni un tempo paludosi, bonificati e resi fertili grazie a caratteristiche norie, cioè ruote idrauliche che estraevano l'acqua da pozzi artesiani. Un sistema antico, ingegnoso, tutto procidano. Criii!

Proseguendo lungo Via Simone Schiano si arriva alla Villa Chiaiozza, costruita nell'immediato dopoguerra dal console inglese M. Wentworthy Gurney in stile neoclassico — elegante, sobrio, con quella grazia che sa di mare e di storia insieme.

La strada continua poi verso Solchiaro: una zona verde e panoramica, silenziosa come certe mattine di bonaccia, che guarda a est il Golfo di Napoli e a ovest l'isola d'Ischia. Squa-squa! Da lassù il mondo sembra più grande — e Procida ancora più bella.

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