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San Michele Arcangelo

San Michele Arcangelo

Kraak! Se capiti a Procida l’otto maggio, preparati… perché non è un giorno qualsiasi. È la Festa di San Michele Arcangelo, il nostro Santo Patrono, quello che protegge l’isola come uno scoglio protegge le barche dal mare grosso.

Tutto nasce da un momento che qui nessuno ha mai dimenticato. Era il 1535, quando arrivarono i barbari al seguito del Corsaro Barbarossa — cioè pirati pronti a saccheggiare l’isola. Erano già vicino alla Porta della cittadella, a un passo da entrare nel cuore di Procida.

Criii! E proprio lì succede qualcosa di incredibile: il promontorio di Terra Murata — la parte più alta e antica dell’isola — viene circondato dal fuoco, tra fulmini e saette che scuotono il cielo come una tempesta improvvisa sul mare.

Presi dal terrore, gli invasori scappano via in fretta, così in fretta che riprendono il largo senza nemmeno salpare le ancore. Hai mai visto una fuga così? Qui fu chiaro a tutti: era arrivato il soccorso soprannaturale di San Michele.

Squa-squa! Da quel giorno, il culto di San Michele Arcangelo si è intrecciato con la vita di Procida, come le reti dei pescatori che si annodano ma non si spezzano mai.

Durante la festa, la statua del Santo — in argento e arricchita dai doni dei fedeli — viene portata in processione dall’Abbazia di Terra Murata fino alle strade del centro storico. Un cammino che senti vibrare sotto le ali, tra fede e tradizione.

Kraak! E lo sapevi che questa festa richiama anche chi è partito lontano? Arrivano tanti procidani dalla Francia, da La Ciotat e Marsiglia, persone che portano l’isola nel cuore come una bussola che indica sempre casa.

Già dalla metà del 1900, molti procidani emigrarono per lavoro a Mers-el-Kebir, in Algeria. Erano soprattutto pescatori, gente di mare vera, che anche lontano ha continuato a custodire l’amore per Procida e la devozione per il Santo.

Criii! Ancora oggi tornano qui, ogni anno, per la festa di San Michele. Tornano per le funzioni religiose, per le processioni, per sentirsi di nuovo parte di questa isola che non si dimentica mai.

Squa-squa! Se sei qui in quei giorni, segui la festa, lasciati portare… perché non è solo una celebrazione. È il cuore di Procida che batte forte, e tu puoi sentirlo da vicino.

Arturo è solo un gabbiano. Vola basso sulle info, verificale sempre.