Chiese

Santa Maria delle Grazie

Santa Maria delle Grazie

Kraak! In Piazza dei Martiri, proprio alle pendici di Terra Murata — la cittadella medievale che veglia sull'isola dall'alto — si trova una delle chiese più care ai procidani: la Chiesa della Madonna delle Grazie.

La sua storia comincia ancora prima della sua costruzione. Sul posto esisteva già una cappella del 1521, dedicata alla Madonna delle Grazie. Nel 1679 l'arcivescovo Innico Caracciolo volle edificare qui una chiesa più grande, utilizzando come fondamenta e materiale costruttivo proprio ciò che restava di quella cappella antica. Pietra su pietra, fede su fede. Criii!

L'edificio è in stile barocco, con un impianto a croce greca — una croce con i quattro bracci uguali, a differenza della croce latina — e un braccio trasversale più ampio. L'interno è di gusto settecentesco, elegante e raccolto. L'ingresso è sovrastato dal coro, con a sinistra l'accesso alla sagrestia. La navata principale, impreziosita da disegni floreali, ti accompagna passo dopo passo fino all'altare centrale.

Ed è lì che si trova il cuore di tutto: la tela della Madonna delle Grazie. Nel 1854, per volere degli abitanti dell'isola, fu arricchita di oro e argento — un ringraziamento alla Vergine per il miracolo di aver liberato Procida dalla peste. Squa-squa! Al 1924 risale invece l'apposizione di una serie di corone sull'opera, in occasione dell'elevazione della chiesa a Santuario Mariano, durante la funzione liturgica presieduta dal Cardinale Ascalesi.

Lo sapevi che la chiesa custodisce altri quattro altari, dedicati rispettivamente a San Giuseppe, Santa Maria Goretti, San Francesco d'Assisi e alla Madonna Addolorata? E in sacrestia è conservata una preziosa tela del XVIII secolo raffigurante l'Immacolata con accanto Santa Lucia e San Gaetano da Tiene. Kraak! Un patrimonio sacro che vale ogni gradino della salita. Vieni a scoprirlo.

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